11 febbraio 2016

Galani Day a Casa Cortella


ambasciatrice Cristina


Tutti insieme appassionatamente @ Casa Cortella - Garda Lake

galani


Ormai è diventata una buona e sana consuetudine chiacchierare insieme.
Quest'anno l'appuntamento più goloso e chiacchericcio del lago ha concesso pure il bis,
e si sono impastati più di 6 kg di farina!

La ricetta resta sempre quella, inimitabile&impareggiabile, quella della zia Pupa.


palmy sfoglia

Si sfoglia ...

si frigge!

... e si frigge!

work in progress

E chiacchierando ...

work in progress

... si sfoglia ancora ...

IMG_3200

... e si frigge ancora!

Consiglio 2.0 della nostra mogliedaunavita nazionale: un pezzetto di zenzero nell'olio,
da cambiare ogni qualvolta si bruciacchia, e la puzza non c'è più ... o molto ma molto meno ;-)


work in progress

I n a r r e s t a b i l i !

sugar sugar


... Sugar, sugar, honey, honey
You are my candy girl ...


ti conosco mascherina :-))

Ti conosco, mascherina! :-))

selfie time :-)

Selfie time :-))

aperitivo


E dopo tanto lavoro, con la bocca asciutta da tante chiacchiere,
un brindisi con un fresco Rabosello, chips di cavolo nero al curry&curcuma,


aperitivo


e le Phrappe © furbissime dell'Araba più felice del web,
che glielo devo dire: niente zucchero, ma una spolverata di fleur de sel,
e sono ancora più furbissime!


gruppo giovedì

 E per il cin cin più chiacchierato dell'anno
in alto i calici, pardon, i galani e buon Carnevale!


Impasti: Cindystar
Foto: Paola, Nicoletta & Mogliedaunavita
Alla sfoglia: Palmy, Paola, Manuela, Claudia, Maria Rosa, Elvira
Ai fornelli: Alessandra, Susy, Elena, Nicoletta, Veronica


panorama

Al prossimo anno!

6 febbraio 2016

Poesia in cucina: la rizèta dal mi taiadèl


ambasciatrice Simona


alla spianatoia: mogliedaunavita - all'obiettivo: cindystar
insieme a #casacortella - lagodigarda



questa l’è la rizèta dal mi taiadèl


quel cui :

una zemna ad farèna par ogni ov, piò quel cl’aj vó par la sfoja

un tulìr, un sciadur, e ó cut guérda

trì ov al a vólta, si no l’è tropa fatiga.

l’ov l’ha d’avé e tòral zal, che la mnestra sbiavda l’an va brisa bé



Senza titolo Senza titolo


Senza titolo Senza titolo


Senza titolo Senza titolo



cum cus fa:

in se tulìr, la mi mâma, l’aj miteva trì zemne ad farèna, òna pr’ogni ov
e pu la faseva la funtana, l’aj rumpeva agli ovi in mez e
 con la furzèna l’aj armiscléva infèna a quant us faséva ora ad’druvér al mân
e pù l’a faséva una palèna e l’aj mitèva un sachet insóra.



Senza titolo


Senza titolo Senza titolo


Senza titolo


cun e sčiadur la cminzeva a stendar la sfoja, 
fasènd cun e cùl che muviment che i guardeva tot i’oman
una bota ad qua e ona in là
infèna a furmé una sfoja tonda, zàla coma un sol e grosa coma zenq french.


Senza titolo


Senza titolo Senza titolo


La miteva sò l’aqva e l’aj faseva tu e bulòr, 
pu l’aj miteva un pogn ad sel 
e quand la sfoja l’era pronta da tajé, cun la curtèla, 
la faseva un rutulì e la faséva che batù in se tulìr ch’ an so piò steda bona ad sintì.


Senza titolo Senza titolo


La butèva zò al taiadèl in t’aqva e quand agli avneva so, un bulòr e agli era pronti.


Senza titolo



la mia ricetta delle tagliatelle

cosa serve:

una zemna * di farina per ogni uovo, più quella che serve per la sfoglia

un tagliere, un mattarello e l’uomo che ti guarda *

tirare tre uova alla volta che altrimenti è troppo faticoso

l’uovo deve essere a tuorlo giallo, che la minestra * pallida non va bene


* unità di misura per la farina di tutte le arzdore romagnole:
mettere le mani unite a cucchiaio come quando dovete raccogliere l’acqua per bere a una fontana

* l’uomo serve a sollecitare lo sculettamento che serve per stendere la sfoglia: 
più l’uomo è interessato, più il movimento ondulatorio si accentua, più la sfoglia viene tonda e lissia

* minestra in romagna è tutta la pasta, se è in brodo si chiama minestra in brodo


sul tagliere, la mia mamma, metteva tre zemne di farina, una per ogni uovo, poi faceva la fontana, rompeva al centro le uova e le lavorava con la forchetta fino a quando non era ora di usare le mani. poi faceva una pallina e ci metteva un sacchetto sopra.
con il mattarello cominciava a stendere la sfoglia, facendo il movimento di sculettamento ondulatorio che spiegavo, fino a ottenere una sfoglia, tonda, gialla e grossa come 5 lire.

metteva su l’acqua e la faceva arrivare a bollore, poi metteva un pugno di sale e quando la sfoglia era pronta per essere tagliata con la cortella * la arrotolava e faceva sul tagliere quel rumore costante e preciso che non ho più sentito.
buttare le tagliatelle nell’acqua bollente e scolarle dopo un attimo che sono salite in superfici.

* cortella: femminile, romagnolo, a lama rettangolare, alta e piatta


questo ho fatto a casacortella, 
che non c’era casa migliore e più deputata per una tagliatella, tagliata, a cortella

Silvia mogliedaunavita

1 febbraio 2016

Un Cavolo Navone per la Settimana dei Cavoli del Calendario del Cibo Italiano


Inizia oggi un'altra settimana per il Calendario del Cibo Italiano, ce ne parla Tamara nel suo articolo dedicato alla Settimana dei Cavoli.


foto da Vivi&Nutri

Ho preso in prestito questa bella foto esaustiva da questo articolo, semplice e chiaro, di Cristina, scoprendo che è anche un'associata Aifb.




Qualche anno fa mi avevano regalato un bell'esemplare di Cavolo Navone, una sorpresa per me, che non ne avevo mai visti prima: un regalo inaspettato molto gradito ed apprezzato, proveniente da un amante della terra che li coltiva nel suo orto sopra Malcesine, alle pendici del Monte Baldo.


cavolo navone



Cercando informazioni su internet, ho scoperto che è un tipo di rapa primaverile o autunnale, molto usata un tempo come foraggio per animali, proveniente dai paesi Anglosassoni.
Si sviluppa a pelo di terreno, con forme diverse e particolari a seconda della varietà. Viene classificato come "Brassica napus" (come famiglia di appartenenza, ma non è la colza) o anche "Rutabaga" (cavolo svedese).
Qualche mese più tardi anche Agrispesa ne scrisse qualcosa qui.
Può essere consumato cotto: come purè, lessato o stufato al forno e condito con olio extravergine di oliva, mescolato ad altri ortaggi, in agrodolce, fritto come chips, o anche crudo in insalata.
Mi sono sbizzarrita, provandolo in tre maniere diverse.


Chips di cavolo navone

chips di cavolo navone



Pelare il cavolo, affettarlo finemente con una mandolina e friggere le fettine in olio extravergine di oliva. Buonissime, anche i bambini le mangeranno, non saprei descrivere il sapore che "vagamente" (... ma molto ...) può ricondursi al cavolo.



Cavolo navone in agrodolce

cavolo navone in agrodolce



Pelare il cavolo, tagliarlo a bastoncini della grandezza di un mignolo e saltarli velocemente in olio extravergine di oliva, meglio se nel wok. Salare con sale integrale e cuocere coperto per 5/8 minuti. Aggiungere le mele a fettine e l'uvetta (uso la jumbo), far amalgamare i sapori per un paio di minuti, aggiungere un pochino di aceto di mele e un cucchiaio di succo di mela (usando quello concentrato il colore del cavolo diventerà più ambrato). Mescolare bene e lasciar evaporare l'aceto qualche istante, il navone in agrodolce è pronto! Se occorre, aggiungere un filo di olio extravergine di oliva a crudo.
 


Cavolo navone al gratin

gratin di cavolo navone


Pelare il cavolo, tagliarlo a bastoncini della grandezza di un mignolo, lessarli in acqua leggermente salata per 5/8 minuti. Scolarli, adagiarli in una pirofila, salare con sale integrale e cospargere di pane grattugiato e parmigiano grattugiato o fiocchi di lievito per gli intolleranti (volendo anche qualche frutta secca tritata), versare un filo di olio extravergine di oliva e infornare a 180° per circa 20/30 minuti finchè ben dorato e croccante.

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